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IL TEMA DELLA DEPURAZIONE NELLA NOSTRA CITTA': UN COMMENTO

Pubblichiamo con piacere il commento dell'Ing. Claudio Della Rocca al nostro comunicato stampa del 4 Luglio 2015, relativamente alla specifica parte della depurazione nella nostra città. Lo scopo è quello di avviare un più ampio dibattito su questo argomento cui riteniamo non si sia data finora la giusta importanza. Ringraziamo l'ing. Claudio Della Rocca per la sua disponibilità. In corsivo sottolineato riportiamo i passaggi del nostro comunicato stampa con i successivi commenti dell'ing. Della Rocca.

 

"ad oggi l'unico progetto concreto che sembra stia per andare in porto è l'adeguamento dell'impianto di Tavernola che dovrebbe aumentarne la capacità di depurazione,"

il vecchio progetto di ampliamento presentato dall'ASIS nel 2012 (circa 4 milioni di euro) è stato poi ripreso dalla SOGESID; recentemente il nuovo progetto (dopo circa 3 anni) è stato trasmesso al comune, ma l'ampliamento è lungi dall'attuazione, non essendo stata ancora bandita la gara d'appalto. Non avendo potuto visionare la documentazione della SOGESID, si può solo supporre che difficilmente il progetto potrà prevedere l'aumento della capacità di Tavernola fino a trattare l'intera portata generata da Battipaglia, in quanto ciò dovrebbe comportare, in pratica, la triplicazione della capacità dell'attuale impianto. (si veda in foto la relativa dimensione dell'impianto di Tavernola, confrontato con quello in zona ASI, che ha una capacità di depurazione di 200.000 abitanti equivalenti, ndr)

Tale ampliamento potrebbe essere possibile solo destinando l'intera somma (circa 7 milioni di euro nel progetto SOGESID) all'impianto di Tavernola, abbandonando l'ipotesi di realizzare i collettori al servizio della fascia litoranea prevista invece nel progetto ASIS (progetto che tuttavia non prevedeva l'ampliamento delle capacità del depuratore ma solo un adeguamento tecnologico).

In ogni caso all'appello mancheranno circa 3-4 milioni di euro, ed i tempi di attuazione restano relativamente lunghi non essendo ancora partita la procedura di gara.

 

"Permangono ancora incomprensibili problemi a completare il collettore provinciale che secondo il progetto avrebbe dovuto collegare Battipaglia al depuratore di Salerno"

In realtà per tale intervento è stata già bandita una apposita gara, che incomprensibilmente avanza lentissimamente in Provincia di Salerno ed al Provveditorato delle Opere Pubbliche; da ottobre (data di consegna delle offerte) non si è ancora provveduto all'aggiudicazione dell'appalto. La soluzione in questione potrebbe risolvere il problema della depurazione, che a Battipaglia si trascina da 30 anni (ovvero da quando l'acqua era uno splendore) con una spesa minima (700-800 mila euro, relativi alla stazione di sollevamento Viale de Crescenzo - Bellizzi torrente Vallimonio).

La soluzione, criticata da molti, probabilmente per una indiscutibile mancanza di eleganza (parte dei reflui continuerebbero ad andare a Tavernola, nei limiti della capacità depurativa di tale impianto ed il resto verrebbe dirottato verso l'impianto di depurazione di Salerno), ha altrettanto indiscutibilmente il pregio dell'efficacia e della rapidità, in quanto richiederebbe davvero poco tempo per divenire operativa.

In fine è bene precisare che dal punto di vista ambientale, economico, gestionale, di tariffa etc. la centralizzazione verso impianti di grandi dimensioni, quando possibile, è sempre l'alternativa migliore, questo è un dato di fatto della letteratura scientifica e non un opinione del sottoscritto.

 

"mentre la soluzione più semplice ed apparentemente immediata a nostro avviso, sarebbe il collettamento dei reflui verso il depuratore in zona ASI realizzato nel 2000 e costato 60 miliardi delle vecchie lire di soldi pubblici."

La soluzione in questione non è affatto semplice: tutte le infrastrutture relative sono datate e mai andate in funzione; seppure si completasse lo schema prospettato negli anni '80, bisognerebbe adeguare tutte le 8 stazioni di sollevamento sparse nel sottosuolo di Battipaglia. Infine, anche l'impianto ASI, seppur ben progettato, è rimasto in pratica inutilizzato per 30 anni: le apparecchiature sono probabilmente per la gran parte da sostituire (i macchinari, è bene precisarlo, costituiscono il cuore di un impianto di depurazione, e valgono mediamente dal 40 al 60 % del costo totale), come conferma indirettamente il programma triennale dell'ASI che prevede 6.7 milioni di euro da destinare per l'ammodernamento dell'impianto (il piano non riporta sfortunatamente se tale somma è già stata finanziata o meno).

Comunque In questo caso non esiste neanche la progettazione preliminare, quindi parliamo di una soluzione che richiederebbe svariati anni per diventare operativa. Inoltre, la spesa per questa soluzione appare esorbitante, almeno se confrontata con quanto prospettato nella soluzione appaltata a ottobre di collettare parte dei reflui verso l'impianto di Salerno.

A mio modesto avviso un ragionevole scenario futuribile potrebbe essere il seguente:

1) L'impianto zona ASI dovrebbe essere dedicato ai reflui industriali della zona ASI e delle altre aree industriali ad esso collegate;

2) L'impianto di Tavernola, se l'adeguamento riuscirà a servire l'intero comune (improbabile) potrebbe servire la città come depuratore principale, mentre l'intervento di inviare i reflui verso Salerno permetterà, nelle more dell'adeguamento (parliamo di 2,5-3,5 anni a partire da adesso) di ridurre l'impatto ambientale sulla costa.

Se l'impianto di Tavernola anche a valle dell'adeguamento non sarà in grado di trattare l'intera città di Battipaglia (come è presumibile data l'entità del finanziamento), l'intervento verso Salerno permetterà di mandare a Tavernola solo la portata che è in grado di trattare con efficacia, con il conseguente completo trattamento dei reflui di tutti cittadini (finalmente).

 

Claudio Della Rocca, ingegnere libero professionista, è Dottore di Ricerca in Ingegneria Civile per l'Ambiente ed il territorio. E' stato Ricercatore a contratto presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università degli Studi di Salerno ed è Professore a contratto presso la facoltà di SMFN dell'Università degli Studi di Salerno, per l'insegnamento di "Bonifica dei siti contaminati".